Nevrosi: stati morbosi legati a cause nervose

Agosto 3, 2008

Nevrosi - Nome generico di un gruppo di stati morbosi che appaiono legati a cause nervose, senza che si possano far risalire a una lesione anatomica o ad una condizione psicopatologica. Si differenziano pertanto dalle psiconevrosi, nelle quali la componente psichica è determinante, ma la linea di confine non è netta e la distinzione non è universalmente accettata. Si tratta comunque di affezioni a preponderante sintomatologia somatica; disturbi della motilità, della sensibilità, dell’equilibrio, in fenomeni vasomotori, cardiocircolatori, ecc. accompagnati o meno da disordini funzionali di vari organi. Le forme più tipiche sono le cosiddette nevrosi d’organo, nelle quali i disturbi sono riferiti ad un solo organo o apparato simulando, entro certi limiti, una malattia vera e propria: nevrosi cardiaca (cardiopalmo, dolore anginoide, dispnea, ecc.), nevrosi celiaca (crisi dolorose costrittive epigastriche, violente e di breve durata), nevrosi gastrica (nausea, eruttazioni, tensione gastrica, bulimia o anoressia), nevrosi intestinale (stipsi o diarrea), ecc.

Nevrosi traumatiche - Termine usato per indicare particolari reazioni psicogene in occasione di incidenti e infortuni, le quali permangono anche dopo la guarigione clinica. Sono caratterizzate da astenia, vertigini, irregolarità  del ritmo cardiaco, cefalea, esagerazione dei riflessi, ecc. Si distinguono varie forme (nevrosi di guerra, nevrosi da infortunio, ecc.).

Cancro o carcinoma un epitelioma maligno

Agosto 2, 2008

In medicina, dicesi cancro o carcinoma un epitelioma maligno, ma nell’uso volgare è passato ad indicare qualsiasi tipo di tumore maligno. Si tratta di proliferazioni eccentriche di cellule atipiche (neoplasie) che possono raggiungere dimensioni notevoli causando disturbi meccanici; si diffondono spesso per tutto l’organismo attraverso le vie linfatiche e sanguigne o per disseminazione, provocando l’insorgenza di altre colonie tumorali (metastasi); e inducono nell’organismo uno stato tossico capace di condurre a morte per rapida cachessia. Il cancro può insorgere in tutte le età ma è raro sotto i venti anni e si può considerare malattia propria dell’età matura; ne sono colpiti maschi e femmine di tutte le razze e di tutti i paesi. Conosciuto dagli antichi, è oggi considerato una delle più pericolose malattie per l’oscurità della sua eziologia e le difficoltà della cura; è stato attribuito volta a volta all’azione di microrganismi o virus, ad un disturbo trofico da cause irritative, alla presenza di elementi embrionali, all’azione di sostanze cosiddette cancerogene (catrame, paraffina, composti di arsenico, tabacco, raggi X, radio, raggi cosmici, ecc), a squilibri ormonici tra le varie ghiandole endocrine, ecc. La scienza moderna ha potuto soltanto indicare alcune cause predisponenti al male, senza averne ancora individuato la causa eziologica; ne discende la scarsa efficacia delle varie terapie proposte, salvo per i successi chirurgici su tumori precocemente scoperti. La lotta contro il cancro, condotta in tutti i paesi civili da appositi istituti specializzati, si giova di periodici controlli su tutta la popolazione allo scopo di consentire la diagnosi precoce del tumore che si è dimostrata a tutt’oggi la difesa più efficace contro la malattia.

Apudomi tumori benigni intestino bronchi

Agosto 2, 2008

Apudomi, tumori benigni, spesso multipli, insorgenti nell’intestino o nei bronchi, caratterizzati dalla capacità di secernere sostanze chimiche del gruppo delle amine. Si tratta di neoformazioni scoperte e descritte in epoca molto recente, di rarissima osservazione, a sintomatologia molto complessa e quindi di diagnosi molto ardua, curabile con asportazione chirurgica.

Incapacità a compiere movimenti volontari

Agosto 2, 2008

Aparassia, diminuzione o incapacità a compiere movimenti volontari coordinati, dipendente da una patologia degli organi periferici o dalla perdita degli schemi psicologici del movimento. Abitualmente però si riserva il termine a chi non sa eseguire azioni muscolari finalizzate pur senza essere paralizzato.

Si distingue una aprassia ideatoria (in cui il malato non sa ciò che vuol fare, ma è in grado di imitare i movimenti che gli vengono mostrati), sempre bilaterale; una aprassia motoria (in cui il malato sa ciò che vorrebbe fare ma non riesce, nemmeno su imitazione; se non è afasico è anche in grado di descrivere la successione dei movimenti da realizzare); una aprassia melocinetica (nella quale sono possibili solamente movimenti imprecisi e grossolani, non movimenti fini). Kleist ha descritto anche una aprassia a costruttiva va nella quale non si ha l’incapacità a svolgere i singoli movimenti, ma il malato non riesce ad usarli per costruire un insieme (non dispone i bastoncini per imitare il disegno di una casetta).

Si ha aprassia per lesione della zona cerebrale senso-motoria di sinistra, ma anche della contemporanea sofferenza del lobo frontale e del giro sopramarginale di sinistra. Nella aprassia melocinetica si hanno lesioni solo dell’area cerebrale motoria. Nella aprassia ideatoria si ha una alterazione diffusa dell’emisfero di sinistra. La aprassia della mano sinistra si ha come conseguenza abituale dei tumori del corpo calloso, zona del cervello che unisce le due parti di esso e che, in questo caso, collega la corteccia cerebrale del lobo temporale sinistro con i centri del movimento di destra. Le cause più frequenti, oltre ai tumori, sono quelle vascolari, soprattutto l’arteriosclerosi cerebrale.

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