Appendicite infiammazione dell’appendice

Agosto 2, 2008

Appendicite, infiammazione, o flogosi, dell’appendice. Inizia spesso con ostruzione del suo lume da parte, per lo più, di materiale fecale, cui seguono i fenomeni flogistici: tumefazione edematosa, arrossamento e infiltrazione della parete appendicolare da parte di cellule infiammatorie; rapidamente si ha ingrossamento, per distensione, di questa pro. paggine (a guisa di vermetto) dell’intestino cieco: a questo punto, con evoluzione rapida, si possono formare ascessi e distruzioni di tessuto (necrosi) con possibile perforazione. Chiunque ne può essere colpito (per carenza o atipia dei sintomi caratteristici è insidiosissima, ad esempio, la appendicite dei vecchi e dei bambini durante la prima infanzia), ma di solito l’appendicite si manifesta in età giovanile (trai 10 e i 30 anni), con predilezione per il sesso maschile.

L’appendicite rappresenta una delle cause più comuni di addome acuto di pertinenza chirurgica. Nei casi tipici la sintomatologia consiste in dolori in corrispondenza dello stomaco o intorno all’ombelico, accompagnati da episodi di vomito. Entro 2 o al massimo 12 ore il dolore si sposta in basso e a destra, dove si verifica dolenzia continua che si esacerba camminando e sotto i colpi di tosse. Si ha malessere vago, febbricola, ora stitichezza, ora, all’opposto, diarrea. Dopo poche ore dall’inizio dell’attacco si risveglia dolore alla palpazione a livello del quadrante addominale inferiore di destra e in un punto abbastanza ben localizzato e precisamente nel punto di Mac Burney, posto esattamente a metà tra l’ombelico e la parte anteriore prominente e più avanzata (spina iliaca anteriore superiore) delle ossa che formano il bacino.

Il dolore spontaneo ed evocabile alla pressione in questa sede è segno di irritazione del peritoneo, quell’esile membrana, o sierosa, che avvolge l’intestino. Quando la sintomatologia non è molto chiara, è di grande aiuto l’esplorazione rettale con un dito protetto da un guanto di gomma, mediante la quale si riesce a risvegliare il tipico dolore in modo più agevole che non con la palpazione del ventre.

Arresto istantaneo delle funzioni cerebrali

Agosto 2, 2008

Apoplessia, o ictus, arresto istantaneo delle funzioni cerebrali, con effetti paralizzanti, di origine vascolare. Il termine deriva etimologicamente dal greco apoplessein (paralizzare). Nell’apoplessia è colpito il sistema nervoso centrale in alcune porzioni preferenziali, abitualmente (nelle emorragie) la capsula interna, dove si concentrano le vie nervose che conducono gli stimoli ai muscoli volontari ed a quelli della parola, o ( nelle trombosi e nelle embolie) qualche grossa arteria cerebrale, come l’arteria cerebrale anteriore, l’arteria cerebrale posteriore o, persino, la carotide interna.

La causa principale è, per l’emorragia cerebrale, l’arteriosclerosi, poi l’arterite luetica, poi le crisi di spasmo vascola turo, dovuto ad ipertensione arteriosa; per boli, la causa principale è una lesione an della parete delle arterie ( arteriosclerosi, sifi sufficienza renale), oppure una alterazior coagulabilità del sangue ( dalle variazioni vise di pressione da cardiopatia), ed anche uglobulia, o morbo di Vaquez, un’aortite, un’ grassa nei traumatizzati ossei, un’embolia nei sommozzatori ed infine l’introduzione tale o volontaria di aria nelle arterie.

Sindrome di apert o acrocefalosindattilia

Agosto 2, 2008

Sindrome di Apert, o acrocefalosindattilia, malattia caratterizzata da saldatura precoce delle ossa craniche (sinostosi), soprattutto di quelle frontali. Spesso è colpito il cuore, il cervello e l’ipofisi. La causa è nella trasmissione ereditaria, che può essere dominante o sporadica. Una malattia rara che non ha preferenze nel colpire. I suoi sintomi sono: cranio con netta forma di torre (turricelalia), scarso sviluppo delle ossa mascellari, che appaiono più piccole, dando l’impressione che la faccia si sia ritirata, labbro superiore a spiccata forma di A maiuscolo, orecchie basse, occhi sporgenti (esoftalmo), palpebre oblique verso il basso ed il fuori, cheratite, tendenza all’atrofia del nervo ottico, paralisi bilaterale esterna dei movimenti oculari. Salvo il pollice, le dita sono spesso unite tra loro. La cura è solo chirurgica.
Come si previene. Essendo interessata l’eredità è indispensabile una accurata visita prematrimoniale. Occorre ricordare che la saldatura delle ossa già nell’utero rende impossibile al cervello di espandersi normalmente e provoca un arresto nello sviluppo cerebrale.