Incapacità a compiere movimenti volontari

Agosto 2, 2008

Aparassia, diminuzione o incapacità a compiere movimenti volontari coordinati, dipendente da una patologia degli organi periferici o dalla perdita degli schemi psicologici del movimento. Abitualmente però si riserva il termine a chi non sa eseguire azioni muscolari finalizzate pur senza essere paralizzato.

Si distingue una aprassia ideatoria (in cui il malato non sa ciò che vuol fare, ma è in grado di imitare i movimenti che gli vengono mostrati), sempre bilaterale; una aprassia motoria (in cui il malato sa ciò che vorrebbe fare ma non riesce, nemmeno su imitazione; se non è afasico è anche in grado di descrivere la successione dei movimenti da realizzare); una aprassia melocinetica (nella quale sono possibili solamente movimenti imprecisi e grossolani, non movimenti fini). Kleist ha descritto anche una aprassia a costruttiva va nella quale non si ha l’incapacità a svolgere i singoli movimenti, ma il malato non riesce ad usarli per costruire un insieme (non dispone i bastoncini per imitare il disegno di una casetta).

Si ha aprassia per lesione della zona cerebrale senso-motoria di sinistra, ma anche della contemporanea sofferenza del lobo frontale e del giro sopramarginale di sinistra. Nella aprassia melocinetica si hanno lesioni solo dell’area cerebrale motoria. Nella aprassia ideatoria si ha una alterazione diffusa dell’emisfero di sinistra. La aprassia della mano sinistra si ha come conseguenza abituale dei tumori del corpo calloso, zona del cervello che unisce le due parti di esso e che, in questo caso, collega la corteccia cerebrale del lobo temporale sinistro con i centri del movimento di destra. Le cause più frequenti, oltre ai tumori, sono quelle vascolari, soprattutto l’arteriosclerosi cerebrale.

Aplasia vaginale mancanza della vagina

Agosto 2, 2008

Aplasia vaginale, mancanza della vagina. È una grave anomalia di tipo congenito (dovuta ad arresto del processo di tubulizzazione dei condotti di Muller, durante l’embriogenesi intrauterina) per cui, al di dietro dei genitali ( vulva) normoconformati, viene a mancare, tra il retto e la vescica, il normale condotto che permette la comunicazione dell’utero con l’esterno. L’utero raramente è normale. Per solito è aplasico pure lui. Le ovaie, invece, quasi sempre sono normali. Il sintomo principale è l’amenorrea ( assenza di mestruazioni). Inoltre esiste impossibilità di espletare il coito ( tranne nei casi di aplasia incompleta). Frequentemente sono associate anomalie dell’apparato urinario ( rene unico, ecc.).

La terapia, essenzialmente chirurgica, si propone di creare un tunnel tra vescica e retto il più lungo ed ampio possibile, e di epitelizzarlo. Tra le svariate tecniche impiegate, le più producenti hanno usato tratti di intestino (Baldwin, Mori, Schubert), innesti di cute della stessa malata (Kirschner, Wagner), membrane ovulari (Brindeau), spesso in associazione col chirurgo plastico. I risultati sono discreti. Necessitano tenacia e cure prolungate per evitare la stenosi (restringimento) secondaria. L’età per l’intervento è quella adulta.

Malformazione congenita: Aplasia ossea

Agosto 2, 2008

Aplasia ossea, malformazione congenita contrassegnata dalla mancanza totale o da marcato iposviluppo di un elemento scheletrico. Sono state descritte aplasie ossee dell’omero, del femore, della tibia, della rotula e anche del dente dell’epistrofeo e cioè della seconda vertebra cervicale. Sotto questa denominazione sono spesso comprese malformazioni interessanti più o meno tutte le ossa, compresi gli arti focomelici che rientrano in questa categoria. Molte volte le alterazioni sono a carattere ereditario mentre in altri casi, come si è verificato per la drammatica «epidemia » di bambini focomelici, possono essere provocate da agenti teratogeni ( generatori di mostruosità fetali). Il talidomide, un farmaco ad azione calmante preso da molte donne durante la gravidanza, conteneva infatti una sostanza fortemente teratogeni, scoperta nel preparato da una dottoressa americana.

Come si previene. La donna in stato di gravidanza deve esercitare non solo i più rigorosi controlli sui farmaci usati, ma deve astenersi anche dai superalcoolici (un bicchiere di vino è sempre ammesso ), dal fumo, dalle droghe in generale e da tutte le sostanze ad azione « eroica ».