Radiologia: radiazioni elettromagnetiche

Agosto 5, 2008 16:43 - Scritto da Matteo e archiviato nella categoria: Glossario Medicina

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Radiologia. - Genericamente, il termine indica la branca della fisica che studia la natura e le applicazioni delle radiazioni elettromagnetiche, soprattutto Raggi X e gamma. Specificamente, indica l’insieme dei procedimenti tecnici, mediante i quali si esaminano le masse opache, sfruttando le capacità penetrative dei Raggi X (o Rontgen). Le applicazioni più estese ed importanti della radiologia si hanno nel campo della medicina, ove essa è usata a scopo diagnostico e terapeutico; tuttavia, recentemente, la radiologia è stata applicata nel campo delle costruzioni meccaniche (ad esempio, per esaminare lo sfato interno di masse metalliche di notevole spessore, o la struttura di aerei, navi, ecc.) ed in altri campi. Schematicamente, un apparato per esame radiologico è costituito da un generatore di correnti ad alta tensione, da un generatore di raggi X e da vari dispositivi atti a facilitare la ricerca. L’esame radiologico può essere effettuato con due sistemi: la radioscopia, consistente nell’osservazione diretta del corpo in esame, interposto fra la sorgente dei raggi ed uno schermo fluoroscopico, costituito da un supporto su cui è steso un leggero strato di platinocianuro di bario o tungstato di calcio, o di altra sostanza avente la caratteristica di divenire fluorescente sotto l’azione dei raggi X. Nella radiografia, si impressiona una pellicola fotografica al bromuro d’argento. In ambedue i casi, la differente consistenza ed opacità ai raggi X delle varie zone del corpo osservate, danno luogo, sulla pellicola o sullo schermo, a zone di differente chiaro-scuro. Qualora la parte in esame non abbia sufficiente densità per intercettare i raggi X, si ricorre a particolari mezzi di contrasto radio-opachi.



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