Aplasia vaginale mancanza della vagina

Agosto 2, 2008 01:28 - Scritto da Vanessa e archiviato nella categoria: Anomalie congenite

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Aplasia vaginale, mancanza della vagina. È una grave anomalia di tipo congenito (dovuta ad arresto del processo di tubulizzazione dei condotti di Muller, durante l’embriogenesi intrauterina) per cui, al di dietro dei genitali ( vulva) normoconformati, viene a mancare, tra il retto e la vescica, il normale condotto che permette la comunicazione dell’utero con l’esterno. L’utero raramente è normale. Per solito è aplasico pure lui. Le ovaie, invece, quasi sempre sono normali. Il sintomo principale è l’amenorrea ( assenza di mestruazioni). Inoltre esiste impossibilità di espletare il coito ( tranne nei casi di aplasia incompleta). Frequentemente sono associate anomalie dell’apparato urinario ( rene unico, ecc.).

La terapia, essenzialmente chirurgica, si propone di creare un tunnel tra vescica e retto il più lungo ed ampio possibile, e di epitelizzarlo. Tra le svariate tecniche impiegate, le più producenti hanno usato tratti di intestino (Baldwin, Mori, Schubert), innesti di cute della stessa malata (Kirschner, Wagner), membrane ovulari (Brindeau), spesso in associazione col chirurgo plastico. I risultati sono discreti. Necessitano tenacia e cure prolungate per evitare la stenosi (restringimento) secondaria. L’età per l’intervento è quella adulta.



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