Plastica dell’addome
Aprile 30, 2008
La plastica dell’addome o lipectomia è un intervento che pone riparo alla obesità dell’addome e ripristina il tono della parete addominale assai spesso diminuito per il cedimento dei muscoli retti sulla linea mediana. L’accumulo di tessuto adiposo del ventre, il cosiddetto addome a grembiale — frequente a ritrovarsi, oltre che nelle persone obese anche nelle pluripare e assai spesso associato a strie addominali (smagliature da gravidanza o da cure dimagranti intense) — può essere brillantemente asportato con un intervento che si propone un duplice risultato: il ripristino del tono della parete addominale e la rimozione di una massa di tessuto tale da conferire all’addome aspetto giovanile.
Secondo la tecnica più logica e che lascia cicatrici meno visibili, si procede ad una incisione orizzontale in corrispondenza della regione sovrapubica; attraverso questa, si scolla tutta la cute dell’addome sino al margine inferiore costale. Si provvede poi alla plastica dei muscoli retti per ridonare il tono alla parete addominale, mentre la pelle in eccesso viene asportata chirurgicamente. Ad intervento ultimato, dopo il reimpianto dell’ombelico, residua solo una piccola cicatrice orizzontale sovrapubica che può venire occultata anche dagli abiti più succinti.
Chirurgia plastica
Aprile 29, 2008
Tra le numerose branche della chirurgia che hanno avuto in anni recenti uno sviluppo tanto importante quanto ignorato dal grosso pubblico vi è indubbiamente la chirurgia plastica, ed in particolare quella maxillo facciale. L’uomo della strada è portato infatti ad associare la chirurgia plastica solamente alla correzione di nasi storti o troppo grossi ed al mascheramento di antiestetiche rughe in signore ormai non più giovani.
E invece la chirurgia cranio facciale rappresenta anche Tunica possibilità di correzione di estesi danni post traumatici della testa e di gravi malformazioni congenite spesso incompatibili con una normale sopravvivenza. Basta d’altro canto tener presente quanto elevata sia la frequenza di incidenti stradali con estesi sfondamenti del blocco facciale, per comprendere il livello di quasi quotidiana routine che tale branca chirurgica ha raggiunto nell’ambito traumatologico.
La complessità degli interventi, derivante dalle numerose e delicate strutture anatomiche della testa, fa sì che la chirurgia maxillo facciale sia anzi divenuta un settore polispecialistico: vi concorrono infatti dal radiologo al neurochirurgo, dall’otorino all’oculista, dall’odontoiatra al pediatra. Il notevole impegno di queste equipes qualificatissime viene ampliamente premiato dalla ricchezza dei risultati. Si attuano infatti oggi interventi che solo alcuni anni fa erano considerati impossibili: si sposta in avanti la fronte, si ricostruiscono intere arcate dentarie, si crea una nuova cavità orbitaria oculare.
E vi è non solo la speranza, ma anzi la certezza che il futuro sarà ricco di ulteriori, importanti traguardi.
Mali del tempo
Aprile 24, 2008
Sono moltissime le persone che, ad ogni cambiamento di natura atmosferica, accusano disturbi diversi. I più comunemente avvertiti sono: emicranie, disturbi del sonno e della circolazione, reumatismi, marcata sensibilità in corrispondenza di vecchie cicatrici o di fratture ossee. L’influsso del tempo brutto può manifestarsi anche a livello dell’umore con stanchezza ingiustificata, svogliatezza, facile irritabilità, tendenza al cattivo umore. Si aggiungono anche una maggiore tendenza a compiere errori sul lavoro, disturbi della concentrazione, distrazione e nervosismo eccessivo. Più raramente si possono riscontrare vertigini, tremolìi agli occhi, disturbi cardiaci.
Intolleranza e saturazione climatica
Aprile 24, 2008
È molto frequente che, col brusco cambiamento di clima quale ad esemplo si ha raggiungendo I luoghi di villeggiatura al mare o in montagna dopo un anno di lavoro in città, si manifesti un transitorio periodo di malessere: ci si sente più nervosi, si dorme con fatica, non si ha molto appetito. Questo quadro, peraltro ben conosciuto, non deve assolutamente allarmare: rappresenta la fase di adattamento dell’organismo alla nuova situazione (non solo climatica) e, nella gran parte dei casi, si risolve nell’arco di pochi giorni. Vi sono però individui che non si adattano al cambiamento, nei quali I disturbi citati, invece che diminuire, aumentano col tempo: si parla in questo caso di intolleranza climatica ed è una spia della crisi che sta attraversando un organismo che non riesce a stabilire un nuovo equilibrio nelle nuove condizioni.
In questo caso la terapia è una sola: abbandonare il luogo di villeggiatura infelice e cercare tranquillità e riposo in zone più adatte. La saturazione climatica è invece la comparsa degli stessi sintomi sopra descritti dopo un periodo (solitamente 1 o 2 mesi) di completo benessere: in questo caso, è come se l’organismo avesse ‘fatto il pieno’ di mare o montagna e non sopportasse ulteriormente la permanenza In climi così diversi da quello abituale. Anche in tale situazione si deve consigliare la partenza: fermarsi più a lungo in climi che non si tollerano più, infatti, rischia di compromettere anche i benefici ed I vantaggi sino ad allora raggiunti.

